
Nelle cave abbandonate ho scoperto grandi blocchi in attesa: superfici di trenta-cinquanta metriquadrati. Spazi d'una avventura mentale d'infinita libertà, ma che presuppone un simmetrico epico abbandono fuori dal tempo frenetico del presente.
Il tempo pieno e vero di me scultore sarà una di queste prossime stagioni, quando a primavera salirò fino ad una cava abbandonata per incominciare una grande opera con lo sciogliersi delle nevi, da portare vanti durante la grande calura estiva, fino alle nebbie autunnali.
Sculture traguardo della mia vita, sogni da porre in grembo al tempo, mentre li delineo nella mia immaginazione, cerco nel frattempo i blocchidegli antichi artigiani per realizzare i lavori d'oggi; forme che mi sono cresciute dentro fino alla necessità di incarnarle nella pietra, ogni colpo di martello e scalpello già prefigurato nel pensiero.
Così lavoro oggi, e così voglio lavorare fino fino alla fine, con queste pietre, la materia più vera che la terra ha preparato per l'uomo venuto dalla creta, combinazione della pietra e della vita: quanto resta della pietra e della vita nel mortaio del tempo!
Aldo Flecchia
